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dottor Riccardo Povolo - Psicologo e Psicoterapeuta a Cagliari, Nuoro e Oristano

Disturbi del comportamento alimentare (DCA)

Descrizione

Il disturbo del comportamento alimentare o dell’alimentazione (DCA) è una malattia mentale che porta la persona ad avere un rapporto distorto col cibo (ossessione del cibo), peso e immagine corporea.

Le cause dei disturbi del comportamento alimentare sono multifattoriali, ossia vanno ad interessare sia fattori psicologici che biologici.

Dal punto di vista epidemiologico rileviamo che (considerando anche un livello sotto-soglia del disturbo) tra le ragazze dai 15 e 18 anni, possono presentare un disturbo del comportamento alimentare massimo il 5% di loro.

Studi internazionali invece riportano che tra i 12 e i 22 anni vi sia una prevalenza dell’anoressia nervosa pari al 0,3%. La percentuale d’incidenza sale all’1% se consideriamo la bulimia nervosa. Arriviamo ad evidenziare una percentuale tra il 3,7% ed il 6,4% se consideriamo i disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificato.


Distinguiamo 5 tipologie di Disturbo del Comportamento Alimentare.

1. anoressia nervosa
2. bulimia nervosa
3. disturbo da alimentazione incontrollata (BED - Binge Eating Disorder)
4. Sindrome dei mangiatori notturni (NES - Night Eating Syndrome)
5. disturbi alimentari atipici (EDNOS - Eating Disorder Not Otherwise Specified, in italiano NAS - Non Altrimenti Specificati).


Segni e Sintomi

Anoressia Nervosa

L’anoressia nervosa rientra all’interno delle patologie psichiatriche che presentano il livello di mortalità più elevato. Consideriamo che vi sia un rischio di morte 10 volte superiore rispetto alle persone di pari età entro i primi 10 anni dall’esordio della malattia. Questo dato ci fa rendere conto in modo lampante della gravità, per la salute della persona, che si cela con questa malattia.
Il vissuto della persona ondeggia dal terrore nel prendere peso e nel diventare grasse alla distorsione della loro immagine corporea e del loro peso con costante presenza della negazione sulla situazione di pericolo per la propria salute.
L’autostima va ad essere sorretta solo ed unicamente dal delicato equilibrio che la persona ha creato dietro al peso ed all’immagine corporea. Comprendiamo quindi quanto l’autostima vada ad essere sorretta da delle instabili ed esili fondamenta (il peso e la propria immagine corporea).
All’interno del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali DSM-IV-TR, ritroviamo i criteri per poter diagnosticare la presenza di un disturbo del comportamento alimentare. È altrettanto importante dire che nonostante vi siano degli specifici criteri per diagnosticare un disturbo dell’alimentazione, esistono persone che, non soddisfino i requisiti per una diagnosi, mostrando comunque un quadro clinicamente significativo per l’anoressia nervosa e/o per la bulimia nervosa.

All’interno del DSM-IV-TR vengono distinte 2 tipologie di anoressia nervosa:

-quella con restrizioni (dieta, digiuno e attività fisica intensa)
-quella con abbuffate (binge) e condotte di eliminazione (uso inappropriato di lassativi, diuretici, clisteri; vomito autoindotto anche dopo assunzione di piccole quantità di cibo).

Vediamo di seguito gli aspetti che si presentano con le persone affette da anoressia nervosa:

-estrema magrezza
-depressione (possibile ideazione suicidaria e tentati suicidi)
-comportamento auto-lesionistico
-ansia, comportamento ossessivo-compulsivo
-perdita di memoria
-difficoltà di concentrazione
-cute secca, rugosa; riduzione della produzione sebacea e del sudore; colorazione giallastra della cute
-cicatrici o callosità sul dorso delle dita (segno di Russell), dovuti al continuo mettersi le dita in gola per provocarsi il vomito
-capelli opachi, spenti e assottigliati
-denti con smalto opaco, carie ed erosioni, infiammazioni delle gengive, ingrossamento delle ghiandole parotidi (dovuti al vomito autoindotto di frequente e al conseguente aumento di acidità all'interno della bocca)
-bradicardia (rallentamento del battito cardiaco), aritmie, palpitazioni e ipotensione
-crampi allo stomaco
-stipsi, emorroidi, prolasso rettale
-alterazioni del sonno
-amenorrea (scomparsa del ciclo mestruale, per almeno 3 cicli consecutivi)
-perdita dell'interesse sessuale
-osteoporosi e aumentato rischio di fratture


Bulimia Nervosa

In riferimento alla Bulimia nervosa rileviamo la presenza di ricorrenti abbuffate insieme ad inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo. Tutto questo avviene per raggiungere l’obiettivo di non ingrassare.
Pure per la bulimia nervosa, l’autostima è significativamente influenzata dalla forma e dal peso corporei.
Durante le abbuffate la persona sente di aver perso il controllo sul proprio comportamento e di non riuscire quindi a smettere di mangiare.
Sempre considerando i criteri diagnostici del DSM-IV- TR le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte alla settimana, per tre mesi.
Un aspetto, che rende difficile l’identificazione del disturbo bulimico, è il peso, infatti generalmente le persone con questa problematica hanno un peso nella norma.
Vi è la possibilità che, nella storia di queste persone, vi sia stato un passato nel quale si sia presentato un disturbo di anoressia nervosa.

Anche in riferimento alla bulimia nervosa vediamo la distinzione tra due tipi:

-quello con condotte di eliminazione (uso inappropriato di lassativi, diuretici, clisteri, vomito autoindotto)
-quello senza condotte di eliminazione (durante l'episodio di bulimia il paziente ha utilizzato altri comportamenti compensatori ma non ricorre abitualmente all' uso inappropriato di lassativi, diuretici, clisteri o al vomito autoindotto).

Disturbo del comportamento alimentare non altrimenti specificato

All’interno dei disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati rientrano quei disturbi che non soddisfano pienamente tutti i criteri previsti per una diagnosi di anoressia e bulimia nervosa. Delle possibili situazioni sono:

-disturbo da alimentazione incontrollata (binge-eating) ossia il raggiungimento della sazietà con ricorrenti abbuffate non accompagnate da regolari comportamenti compensatori inappropriati. Il BED colpisce circa il 30% dei soggetti obesi con una storia dietologica fallimentare. L’insorgenza può verificarsi in un periodo compreso tra la tarda adolescenza e i 40 anni

-sindrome da alimentazione notturna (night eating syndrome), anoressia al mattino, aumento dell'appetito nel corso della sera e insonnia con abbuffate la notte.
-presenza di tutti i criteri dell'anoressia nervosa, ad eccezione dell'amenorrea del peso che, anche se ridotto, è ancora nei limiti della norma
-presenza di tutti i criteri della bulimia, con una frequenza inferiore a due volte a settimana o per meno di 3 mesi delle abbuffate incontrollate e dei meccanismi compensatori inappropriati
-presenza di un peso normale ma con ricorso abitualmente a comportamenti compensatori inappropriati


Cause

In considerazione che le cause dei disturbi del comportamento alimentare sono multifattoriali, ossia vanno ad interessare sia fattori psicologici che biologici, possiamo rilevare dei fattori individuati come fattori di rischio che predispongono alla possibile insorgenza del disturbo.
Evidenziamo come proprio in merito a questi fattori predisponenti l’AUSL Umbra 2 in collaborazione con l’istituto superiore di Sanità ha individuato le seguenti condizioni predisponenti:
-familiarità per disturbi del comportamento alimentare, depressione, abuso di sostanze
-stati emotivi negativi
-scarsa autostima e stile cognitivo orientato al perfezionismo
-l'appartenenza a gruppi sociali nei quali è maggiore la pressione socio-culturale verso la magrezza (modelle, ginnaste, danzatrici, ecc)
-la percezione e interiorizzazione dell'ideale di magrezza in misura significativa
-l'insoddisfazione dell'immagine corporea
-possibili eventi avversi/traumatici, malattie croniche dell'infanzia e difficoltà alimentari precoci

Trattamenti

La presenza di ulteriori patologie in aggiunta a quella principale legata all’alimentazione, porta in rilievo il bisogno di un intervento erogato da una pluralità di professionisti come:

1. psicologo e psicoterapeuta
2. medico o pediatra di famiglia
3. psichiatra o neuropsichiatri infantili
4. nutrizionista
5. dietista

L’intervento psicoterapeutico potrà prevedere il coinvolgimento delle figure familiari (padre/madre, fratelli e sorelle) per un intervento maggiormente mirato al sistema familiare.



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